Dichiarazione del Cairo

21 February 2010










Questa dichiarazione deriva dalle seguenti azioni:

Basta con l’Apartheid israeliana

Dichiarazione dal Cairo

1° Gennaio, 2010

Noi, delegati internazionali riuniti al Cairo durante la Gaza Freedom March 2009, come risposta collettiva ad un’iniziativa della delegazione Sudafricana, dichiariamo:

In considerazione di quanto segue:

  • l’attuale punizione collettiva che Israele infligge ai Palestinesi attraverso l’occupazione e l’assedio illegale di Gaza;
  • l’occupazione illegale della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, e il proseguimento della costruzione illegale del muro dell’Apartheid e delle colonie;
  • il nuovo muro che stanno costruendo Egitto e Usa che addirittura rafforzerà l’assedio di Gaza;il disprezzo per la democrazia palestinese mostrato da Israele, Usa, Canada, Unione Europea ed altri dopo le elezioni palestinesi del 2006;
  • i crimini di guerra commessi da Israele durante l’invasione di Gaza un anno fa;
  • la continua discriminazione e repressione che i Palestinesi affrontano all’interno di Israele;
  • la continuazione dell’esilio per milioni di rifugiati palestinesi;
  • tutti i suddetti atti di oppressione trovano fondamentalmente origine nell’ideologia sionista che è alla base di Israele;
  • sappiamo che i nostri governi hanno dato ad Israele diretto supporto economico, finanziario, militare e diplomatico, consentendogli di agire con impunità;
  • e memori della Dichiarazione Onu dei Diritti dei Popoli Indigeni (2007)

Riconfermiamo il nostro impegno per:

  • l’autodeterminazione dei Palestinesi
  • la fine dell’Occupazione
  • pari diritti per tutti all’interno della storica Palestina
  • il pieno diritto al ritorno per i rifugiati palestinesi

A tal fine confermiamo il nostro impegno nei confronti della richiesta di United Palestinian, del luglio 2005, di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) per costringere Israele a rispettare le leggi internazionali.

Fino a quando ciò non accadrà, noi cerchiamo e speriamo di dar luogo a un movimento globale di massa, democratico, anti-apartheid per lavorare di comune accordo con la società civile palestinese e implementare la richiesta palestinese di BDS.

Consci delle tante e forti similitudini tra l’apartheid praticata da Israele e la precedente apartheid del regime in Sudafrica, proponiamo:

  1. Un giro di conferenze nei primi sei mesi del 2010 tenuto da sindacalisti e attivisti delle società civili palestinese e sudafricana, a cui si uniranno sindacalisti e attivisti impegnati in questo progetto all’interno degli stati in cui si andrà, per insegnare a fondo le tecniche BDS  direttamente ai sindacati e più largamente a pubblico internazionale;
  2. La partecipazione alla Settimana dell’Apartheid israeliana nel marzo 2010;
  3. Un approccio sistematico e unitario nel boicottare i prodotti israeliani, coinvolgendo consumatori, lavoratori e sindacati dei settori di commercio, magazzinaggio e trasporto;
  4. Lo sviluppo del boicottaggio accademico, culturale e sportivo;
  5. Campagne presso i sindacati di settore e fondi pensionistici per incoraggiare il disinvestimento da compagnie direttamente coinvolte nell’Occupazione e/o nelle industrie militari israeliane;
  6. Azioni legali contro il reclutamento esterno di soldati posti al servizio delle milizie israeliane, e procedimento penale contro i criminali di guerra del governo israeliano; coordinamento dei Citizen’s Arrest Bureaux per identificare, condurre una campagna per denunciare e procedere contro i criminali di guerra israeliani; sostenere il Rapporto Goldstone e l’implementazione delle raccomandazioni in esso contenute;
  7. Campagna contro lo status di “fondazione di beneficienza” del Jewish National Fund (JNF).

Facciamo appello ad organizzazioni e ad individui che si riconoscono in questa dichiarazione affinché la firmino e lavorino con noi per realizzarla.



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